Vuoi chiudere il giardino e la domanda e' sempre la stessa: quanto posso farlo alto, e devo chiedere il permesso a qualcuno. La risposta cambia a seconda di dove dai: verso la strada a Rho i numeri sono scritti nel regolamento edilizio e sono tre, verso il vicino comanda il codice civile. Sono due discorsi diversi e conviene tenerli separati, perche' parecchie discussioni fra confinanti nascono proprio dal confonderli.
Verso strada: i tre numeri di Rho
Un’avvertenza che viene prima dei numeri: il regolamento dice che il proprietario puo' chiudere il proprio terreno in qualunque momento con una recinzione leggera, paletti e rete, con uno zoccolo che non superi i venti centimetri. Muri di cinta, cancellate e barriere metalliche sono un’altra categoria, ammessa dove risulta compatibile con il contesto e con le regole della zona. I numeri che seguono sono il limite massimo di quel secondo caso, non un via libera.
Il regolamento edilizio del Comune, all’articolo sulle recinzioni, dice che quelle su strada o vicino a spazi pubblici devono avere altezza non superiore a 2,50 metri, misurata dal marciapiede o, se non c’e', dal piano stradale; che lo zoccolo o basamento in muratura non puo' superare 0,80 metri; e che sopra a quello la recinzione deve essere di tipo aperto, cioe' con cancellata o inferriata metallica.
Vale la pena fermarsi un attimo su questo, perche' e' la cosa che fa rifare i lavori: verso strada il muro pieno per tutta l’altezza non e' ammesso. Il muro cieco alto due metri che chiude la vista sulla via non si puo' fare. Puoi fare ottanta centimetri di muratura e sopra una cancellata, e se vuoi piu' privacy la si cerca con le piante dietro, non con altro cemento.
C’e' poi l’obbligo generale di non pregiudicare la visibilita' e di rispettare gli allineamenti gia' presenti: una recinzione che sporge rispetto a quelle dei vicini, anche se bassa, e' un problema a prescindere dall’altezza.
Lo smusso all’angolo fra due strade
Questo e' il pezzo che sorprende tutti, ed e' scritto nello stesso articolo. Se il tuo terreno sta all’angolo fra due strade, la recinzione va realizzata con uno smusso triangolare: i due cateti devono essere lunghi almeno 4 metri nelle zone residenziali e almeno 5 metri nelle altre zone. In pratica all’angolo la recinzione non fa spigolo: taglia in diagonale, partendo quattro metri prima da una parte e quattro dall’altra. Serve a far vedere chi arriva dall’altra via.
Recinzioni d’angolo a spigolo vivo se ne vedono ancora, ed e' una regola che si scopre tardi. Se stai per recintare un lotto d’angolo, questo e' il primo numero da avere in mano: cambia il disegno di tutta la recinzione e, se te ne accorgi dopo, hai gia' fatto le fondazioni nel posto sbagliato.
Ultima cosa su questo fronte, ed e' un adempimento che qui esiste davvero: prima di cominciare una recinzione in confine con una strada o con spazi pubblici, si chiede allo Sportello Unico per l’Edilizia la determinazione dei punti fissi di linea e di livello. In pratica e' il Comune che ti fissa l’allineamento verso la strada e la quota a cui devi stare. Il confine col vicino e' un’altra cosa e non la decide il Comune: quella, se e' contestata, la mette per iscritto un geometra. Due cose pratiche: l’ufficio ha trenta giorni per assegnarli, quindi si chiede con anticipo; e se le quote si leggono gia' dal progetto, su quote assolute o su manufatti indicati apposta, l’adempimento non serve. Farlo prima di scavare evita l’errore che non si corregge senza demolire.
Verso il vicino: cosa dice il codice civile
Qui i numeri non li da' il Comune, li da' il codice civile, e sono due.
Il primo: un muro di cinta fino a tre metri non conta ai fini della distanza di tre metri fra costruzioni. Tradotto: sotto quella quota il muro non ti obbliga ad arretrare come farebbe un fabbricato. Sopra i tre metri quella franchigia cade. E vale per il muro di cinta vero e proprio, quello che serve solo a chiudere: un muro che sostiene terra piu' alta da una parte e' un’altra cosa e segue altre regole. Dove esattamente lo puoi appoggiare lo dicono il codice civile e il regolamento del Comune insieme, e vanno letti tutti e due.
Il secondo riguarda i soldi: per i muri che separano case, cortili e giardini dentro l’abitato puoi obbligare il vicino a contribuire per meta' alla spesa, e l’altezza di riferimento e' di tre metri, salvo che un regolamento locale o un accordo firmato dicano altro. Non e' un favore da chiedere: e' un diritto scritto. Attento pero' a due cose che cambiano il conto. La prima: il vicino che paga la meta' diventa comproprietario del muro, e da quel momento su quel muro decidete in due. La seconda: il codice gli lascia una via d’uscita, perche' invece di pagare puo' cedere gratis la meta' del terreno su cui il muro va costruito, e allora il muro lo paghi tutto tu e resta tuo. Diverso e' il caso del muro gia' comune: li' le riparazioni si dividono in proporzione al diritto di ciascuno, a meno che il danno l’abbia causato uno solo, e allora paga lui.
Un consiglio pratico che vale piu' di tutti gli articoli: metti per iscritto l’accordo, anche due righe firmate da tutti e due, prima che il muro esista. Un accordo scritto fra vicini costa niente, e di liti fra confinanti ne previene parecchie.
E il permesso? Devo fare una pratica?
Qui va detta una cosa onesta, perche' in giro si legge di tutto. Non esiste una norma che dica, una volta per tutte, quale pratica serva per un muro di recinzione. Quello che e' certo e' che difficilmente e' edilizia libera: l’elenco ufficiale dei lavori che si fanno senza titolo nomina l’elemento divisorio verticale non in muratura, e il muro vero e proprio non c’e'. Quell’elenco pero' si dichiara non esaustivo, quindi da solo non chiude la questione: la chiude il Comune. La riparazione di una recinzione esistente, invece, e' manutenzione ordinaria e sta nell’elenco del regolamento edilizio di Rho.
Per il resto dipende da dimensioni, posizione e zona, e lo valuta il Comune caso per caso. Quindi la mossa giusta non e' fidarsi di un articolo su internet, nemmeno di questo: e' chiamare lo Sportello Unico Edilizia del Comune e chiedere per il proprio caso, prima di ordinare il materiale. Si fa in una telefonata. E se rifai da zero una recinzione vecchia, sappi che devi rispettare le regole di oggi, non quelle di quando fu costruita la prima.
Sotto il muro, la parte che non si vede
Un muro di recinzione sta in piedi per quello che ha sotto. La fondazione va portata abbastanza in basso da stare sotto lo strato di terreno che d’inverno gela e si gonfia, perche' il terreno della pianura si muove con le stagioni, e va dimensionata sull’altezza del muro e sulla spinta che riceve. Servono i giunti, cioe' i tagli ogni qualche metro che lasciano al muro la liberta' di muoversi senza spaccarsi: le crepe verticali a distanza regolare che vedi sui muri vecchi sono quasi sempre giunti che non sono stati fatti.
E poi c’e' l’acqua, che e' la ragione piu' frequente per cui un muro si inclina. Un muro che fa anche da contenimento, con la terra piu' alta da una parte, deve poter scaricare l’acqua che si accumula dietro: senza drenaggio e senza i passaggi per far uscire l’acqua, la spinta cresce finche' il muro cede. Prima del preventivo veniamo a vedere pendenze e scarichi. Su un muro che contiene terra, dove va a finire l’acqua e' la domanda che viene prima di tutte.
Scavi e movimento terra li facciamo noi, coi mezzi condotti da personale abilitato; muri in cemento armato e murature pure. Se stai pensando di chiudere il tuo terreno a Rho, scrivici su WhatsApp o chiamaci al 338 890 8229: veniamo a vedere il confine e le quote prima che tu ordini qualcosa, e il resto e' nella pagina delle costruzioni.