Rifare il bagno: in che ordine si lavora, e i permessi

L’ordine in cui si lavora, cosa allunga i tempi davvero, e la regola secca sui permessi: quando non devi dire niente a nessuno e quando serve un tecnico.

di Francesco Caprella, FC Sistemi (Rho) · pubblicato il

Lettura: 5 minuti

Hai deciso di rifare il bagno e le domande sono sempre due: quanti giorni resto senza, e devo avvisare il Comune. Le risposte dipendono tutte e due dalla stessa cosa, cioe' da quanto si tocca. Se cambi sanitari, piastrelle e rubinetti lasciando muri e scarichi dove sono, al Comune non devi dire niente. Se sposti un tramezzo o sposti gli scarichi, serve una pratica firmata da un tecnico.

Devo chiedere il permesso per rifare il bagno?

La legge divide i lavori in due famiglie e il bagno sta a cavallo. Cambiare i sanitari, rifare le piastrelle, sostituire la rubinetteria e rimettere lo scarico dov’era sono manutenzione ordinaria, e la manutenzione ordinaria si esegue senza alcun titolo: non serve nemmeno una comunicazione. Non e' una nostra interpretazione: il glossario ufficiale dell’edilizia libera, pubblicato in Gazzetta nel 2018, elenca proprio la pavimentazione interna, il rivestimento interno e la sostituzione degli apparecchi sanitari e degli impianti di scarico.

Cambia tutto quando il bagno si sposta o si allarga. Buttare giu' il tramezzo fra bagno e ripostiglio, portare lo scarico dall’altra parte della stanza, ricavare un secondo bagno: li' si entra nella manutenzione straordinaria e serve la CILA. Attento a una cosa: la CILA non e' una mail che mandi tu. E' una comunicazione asseverata, cioe' firmata da un tecnico abilitato che allega il progetto e dichiara sotto la propria responsabilita' che i lavori sono regolari e che non si toccano le strutture. E chi non la manda rischia una sanzione di 1.000 euro, che scende di due terzi se la manda spontaneamente a lavori gia' cominciati.

Se poi si apre un varco in un muro portante non siamo piu' nella CILA ma nella SCIA. Ultima avvertenza, e vale per Rho come per ogni altro Comune: la legge dello Stato fa salve le regole del regolamento edilizio comunale, che puo' chiedere qualcosa in piu'. Una telefonata allo sportello edilizia prima di cominciare chiarisce il tuo caso in cinque minuti.

Cosa allunga i tempi, e cosa no

Quanto dura dipende da cosa si tocca, e il conto e' fatto di attese piu' che di ore di lavoro: quanti giorni servano nel tuo caso te lo diciamo dopo averlo visto, insieme al preventivo. Si comincia con la demolizione e con lo smaltimento delle macerie. Poi si rifanno scarichi e impianti e si chiudono le tracce. Poi il massetto, ed e' li' che si aspetta: finche' non e' asciutto non si posa niente sopra. Si puo' accorciare con un massetto a presa rapida, che costa di piu': e' una cosa da decidere prima, non a demolizione fatta. Dopo arrivano le piastrelle, poi i sanitari, poi le siliconature e le finiture.

Quello che allunga i tempi di solito non e' il lavoro: sono le piastrelle ordinate tardi e arrivate a meta', il piatto doccia della misura sbagliata, il mobile scelto a lavori iniziati. Se i materiali sono tutti in casa prima di cominciare, il cantiere si ferma molto meno, ed e' la cosa su cui puoi incidere di piu'.

Posso restare in casa mentre lavorate?

Per un bagno solo, in una casa che ne ha due, di solito si'. Quando invece si rimette mano agli impianti e ai pavimenti di tutta la casa la risposta cambia, e in genere diventa no: una cosa che ti diciamo mentre guardiamo le stanze, non a demolizioni cominciate, perche' e' il genere di notizia che serve finche' puoi ancora organizzarti.

E i vicini di sotto?

In palazzina la colonna di scarico e' in comune, e se il tuo bagno ci si attacca un intervento sulla colonna non riguarda piu' solo casa tua. Finche' resti dentro al tuo appartamento decidi tu, ma avvisare conviene sempre, e non solo per educazione: la demolizione fa baccano per uno o due giorni, e un foglio sul portone coi giorni e gli orari evita parecchie discussioni. Le altre le eviti facendo controllare, prima di richiudere tutto, che gli scarichi nuovi tengano: una perdita dentro un massetto appena fatto la scopre il vicino di sotto, e la scopre tardi.

Cosa fa salire il prezzo

Non ti scriviamo una cifra, perche' una cifra buttata su internet senza aver visto il bagno e' una cifra inventata. Ti diciamo da cosa dipende, cosi' quando leggi un preventivo sai cosa stai guardando: quanti metri quadri di rivestimento ci vogliono, se gli scarichi restano dove sono o si spostano, se si rifa' anche l’impianto elettrico, che sanitari e che rubinetteria scegli, se c’e' da smaltire pavimento e rivestimento vecchi, e se il palazzo ha l’ascensore o le macerie scendono a mano.

Una cosa la puoi controllare da solo su qualsiasi preventivo, e vale per noi come per chiunque altro: che ci sia scritto anche quello che non e' compreso. Noi lavoriamo chiavi in mano, e cio' che resta fuori sta scritto nel preventivo.

Se stai pensando al bagno e vuoi sapere quanto dura nel tuo caso, scrivici su WhatsApp o chiamaci al 338 890 8229: veniamo a vedere a Rho e nei paesi intorno, e nella pagina delle ristrutturazioni c’e' cosa comprende un lavoro completo.

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